La pesca a mosca valsesiana è il tradizionale e antico metodo di pesca a mosca tipico della Valsesia, una valle ai piedi del Monte Rosa nelle alpi Nord Occidentali Italiane.
Una semplice canna fissa , una lenza in crine di cavallo intrecciato, un trenino di mosche essenziali e molta abilità da parte del pescatore, sono ancora oggi il cuore di questa tecnica elegante ed efficace allo stesso tempo.
Il sito è un invito a conoscere questa pesca e il modo di “leggere” l’ambiente acquatico che si acquisisce con essa, direttamente dai pescatori valsesiani che ancora la praticano.

L'attrezzatura

Perche' il crine


La "coda" per pescare a mosca valsesiana è da sempre in crine intrecciato, capisco che può sembrare alquanto curioso che al giorno d'oggi si utilizzino ancora lenze costruite con lo stesso materiale che usavano i nostri avi secoli fa, ma non dovete sottovalutare le qualità di queste lenze che non sono ancora superate da trecce in nylon o altri materiali che non permettono lanci altrettanto precisi. Il crine di cavallo è leggermente rigido, ma anche elastico e sufficentemente robusto perchè possa reggere al combattimento con un grosso pesce, inoltre le lenze in crine "sentono" meno il vento che naturalmente è la cosa più fastidiosa che un pescatore a mosca possa incontrare sul fiume.
I vantaggi però derivano anche dal fatto che variando il metodo costruttivo ci si costruisce lenze su "misura" diverse a seconda della necessità: leggere e morbide perchè magari devono posare delicatamente le mosche per la pesca al temolo, pesanti, rapide e precise ad esempio per pescare nei torrenti montani, dove le acque veloci non consentono esitazioni. Insomma la flessibilità di questo tipo di pesca si riflette anche nell'attrezzatura che il pescatore adatta a seconda delle esigenze e l'utilizzo del crine ne è una parte fondamentale perchè consente questi adattamenti. Per dimostrare quanto può essere resistente una coda valsesiana ho eseguito una sorta di test sollevando un peso di un chilo con uno spezzone di tre crini intrecciati (foto a fianco), in genere non si scende a meno di tre crini nel tratto più fine, questo per far comprendere che se una lenza è costruita come si deve è in grado di sollevare, senza spezzarsi, un pesce di un chilo cosa che naturalmente sul fiume non accade perchè nessuno solleverebbe di peso una tale preda. Nella foto vedete sullo sfondo del crine pronto per essere utilizzato, deve essere prima lavato con sapone neutro per non rovinarlo con detergenti troppo aggressivi. Si preferisce il crine bianco o comunque più chiaro possibile solo per vedere bene la lenza quando si è sul fiume di sera o comunque quando c'è poca visibilità.